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Richiesta di accertamenti sulla morte della cagnolina Ivana a Vicomoscano di Casalmaggiore
Spettabili, scriviamo in relazione alla morte della cagnolina Ivana, una pinscher di 12 anni che, secondo gli articoli pubblicati da OglioPoNews il 3 ottobre e da Crema News l’8 ottobre 2026, sarebbe stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco mentre passeggiava con il suo “proprietario”, Vanni Garbi, in via della Verta, a Vicomoscano, frazione di Casalmaggiore, in provincia di Cremona. OglioPoNews riferisce che l’episodio sarebbe avvenuto giovedì sera, intorno alle 19. L’uomo avrebbe sentito due spari mentre si trovava a circa quattro metri dalla cagnolina, in presenza di un amico con il proprio cane. Ivana, soccorsa e sottoposta a un intervento veterinario urgente, sarebbe morta sabato mattina. Secondo le fonti giornalistiche, sarebbe stata presentata denuncia contro ignoti. https://www.oglioponews.it/2026/10/03/vicomoscano-cagnolina-uccisa-da-un-proiettile-durante-la-passeggiata-denuncia-contro-ignoti/ La vicenda desta profonda preoccupazione per la morte dell’animale e per il pericolo cui sarebbero state esposte le persone presenti. Il “proprietario” ritiene che gli spari provenissero dalla zona delle abitazioni: si tratta di una dichiarazione da verificare al più presto. Cremona Sera, nell’articolo del 6 ottobre, riporta inoltre proteste dei residenti per spari vicino alle case. Chiediamo che la dinamica venga chiarita e che siano adottate misure concrete per proteggere gli animali e prevenire ulteriori episodi. Chiediamo, ciascuno per quanto di competenza, di: contattare Vanni Garbi e la persona presente durante l’episodio, acquisendo ogni informazione utile alla ricostruzione dei fatti; acquisire la documentazione veterinaria, le radiografie, gli eventuali reperti e le fotografie o i filmati disponibili, valutando gli accertamenti medico veterinari e balistici necessari; verificare il luogo di provenienza degli spari, la dinamica e l’arma utilizzata, svolgendo gli accertamenti utili a identificare il responsabile; verificare le precedenti segnalazioni di spari nelle vicinanze delle abitazioni e rafforzare i controlli nella zona per prevenire nuovi pericoli per animali e persone; valutare l’eventuale rilevanza dei fatti ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice penale e delle disposizioni applicabili in materia di armi e sicurezza pubblica, adottando i provvedimenti previsti qualora ne ricorrano i presupposti; comunicare, nei limiti consentiti dalle esigenze investigative, le iniziative intraprese e le misure di prevenzione adottate. Confidando in accertamenti tempestivi e in un intervento concreto a tutela degli animali e della sicurezza del territorio, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Monteforte Irpino – Giustizia per Duke e tutela degli altri cani
Spettabili, come Collettivo Voce Animale scriviamo in relazione alla notizia dell’uccisione del cane Duke, riportato anche come Dukè, a Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Secondo l’articolo pubblicato da Telenostra il 7 ottobre 2026, Duke, un meticcio di circa un anno, è stato trovato privo di vita in un terreno e sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco. https://www.telenostra.tv/monteforte-duke-ucciso-a-colpi-di-fucile-un-altro-meticcio-nel-mirino/ Il titolo del servizio richiama inoltre un altro meticcio “nel mirino”, circostanza che chiediamo venga approfondita tempestivamente per verificare l’eventuale rischio per altri animali. Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto riportato. Una simile violenza richiede una risposta concreta e coordinata delle istituzioni, per accertare le responsabilità e impedire ulteriori episodi. Chiediamo pertanto, ciascuno per le proprie competenze: – che siano svolti tutti gli accertamenti necessari a ricostruire l’uccisione di Duke e individuare il responsabile o i responsabili, raccogliendo testimonianze, eventuali immagini e gli elementi veterinari e balistici utili; – che venga verificata con urgenza l’esistenza di minacce o pericoli per altri cani della zona e siano predisposte misure concrete di protezione, coinvolgendo i volontari che li accudiscono; – che siano rafforzati la vigilanza nell’area interessata e i controlli sull’eventuale uso illecito di armi, a tutela degli animali e della sicurezza pubblica; – che il Comune promuova un appello ai cittadini affinché eventuali informazioni utili siano comunicate alle forze dell’ordine; – che venga fornito un riscontro scritto sulle iniziative adottate, nei limiti consentiti dalla riservatezza delle indagini. Ringraziando per l’attenzione, porgiamo distinti saluti. Collettivo Voce Animale
Pozzallo – Ringraziamento per l’intervento e richiesta di tutela dei 377 animali sequestrati
Spettabili, scriviamo in relazione al sequestro di 300 testuggini e 77 pappagalli al porto di Pozzallo, reso noto dalla stampa il 5 ottobre 2026. Desideriamo ringraziare la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e i veterinari dell’ASP di Ragusa per l’intervento che ha consentito di fermare il trasporto illecito e mettere in sicurezza gli animali. Secondo quanto riportato, un cittadino maltese li stava trasportando su un’automobile diretta all’imbarco per Malta, priva di spazi idonei e di un’adeguata termoregolazione. I veterinari intervenuti hanno accertato condizioni incompatibili con le esigenze degli animali. Tra i pappagalli, 76 appartenevano a specie tutelate dalla Convenzione di Washington. L’articolo riferisce che tutti gli animali sono stati sequestrati e affidati a un allevamento amatoriale che ne ha garantito l’accudimento in una struttura idonea. https://www.open.online/2026/10/05/pozzallo-sequestro-testuggini-pappagalli/ Affinché questo importante intervento sia seguito da una protezione duratura, chiediamo, ciascuno per quanto di competenza: – un aggiornamento sulle condizioni sanitarie di tutti gli animali sequestrati e sulle cure veterinarie effettuate o programmate; – informazioni sulla loro attuale sistemazione e sui controlli previsti, affinché siano garantiti ambienti, spazi, alimentazione e temperature adeguati alle esigenze delle diverse specie; – chiarimenti sul carattere temporaneo o definitivo dell’affidamento all’allevamento amatoriale e sull’eventuale trasferimento presso centri di recupero o strutture specializzate, assicurando che durante la custodia gli animali non siano destinati alla vendita o alla riproduzione commerciale; – che, nell’ambito degli accertamenti di competenza, siano approfondite la provenienza e la destinazione degli animali, per individuare eventuali ulteriori responsabilità e prevenire altri trasporti illeciti. Chiediamo un cortese riscontro sulle misure di tutela adottate e programmate, nei limiti delle informazioni comunicabili e nel rispetto delle indagini in corso. Rinnoviamo il nostro ringraziamento a tutti gli operatori coinvolti, confidando che ciascuno dei 377 animali possa ricevere assistenza e una sistemazione adeguata e sicura. Cordiali saluti. Collettivo Voce Animale
Richiesta di riesame del sequestro di Maya e ricongiungimento con Alex a Vigevano
Spettabili, scriviamo in relazione al sequestro della cagnolina Maya, avvenuto a Vigevano il 24 settembre 2026 nell’ambito di una contestazione per presunto accattonaggio con animali nei confronti di Alex, al quale sarebbe stata comminata una sanzione di 600 euro. Secondo l’articolo pubblicato da Il Giorno il 7 ottobre, Maya vive accanto ad Alex da cinque anni ed è stata trasferita in canile. Alex contesta di aver chiesto elemosina, sostiene di ricevere soltanto offerte spontanee e, secondo la testata, avrebbe già presentato ricorso. https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/alex-e-la-cagnolina-tolta-4e066bba La Provincia Pavese, nell’articolo del 5 ottobre, riferisce inoltre che lo stesso verbale della Polizia Locale indicherebbe le buone condizioni della cagnolina. Si tratta di un elemento che chiediamo di verificare direttamente attraverso gli atti. Riteniamo essenziale che venga valutato anche il benessere di Maya, considerando il legame affettivo con Alex e le possibili conseguenze della separazione. Non intendiamo attribuire responsabilità né anticipare valutazioni sulla legittimità del provvedimento, ma chiediamo un esame concreto e tempestivo della situazione. Chiediamo pertanto: di chiarire quali disposizioni regionali e comunali siano state applicate, quali fatti siano stati accertati e quale sia la natura del provvedimento adottato nei confronti di Maya; di verificare quanto riportato sulle condizioni della cagnolina al momento del prelievo, precisando se siano state riscontrate carenze di cura, sofferenza o altre criticità; di disporre una valutazione veterinaria delle attuali condizioni fisiche e comportamentali di Maya, considerando anche gli eventuali effetti della separazione; di riesaminare con urgenza la permanenza in canile e valutare il ricongiungimento con Alex, qualora ne ricorrano i presupposti, individuando eventuali misure di sostegno e controllo che garantiscano il benessere della cagnolina; di valutare, nelle more del riesame e compatibilmente con il provvedimento vigente, incontri tra Alex e Maya secondo modalità adeguate alle esigenze dell’animale; di coinvolgere, ove necessario, i servizi sociali e le realtà di tutela animale disponibili, per individuare una soluzione che sostenga Alex nella cura di Maya; di comunicare gli esiti delle verifiche, le decisioni assunte e i tempi previsti per il riesame. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela di Maya, ringraziamo per l’attenzione e restiamo in attesa di un cortese riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di accertamenti sull’aggressione segnalata a un gatto di colonia a Noci
Spettabili, scriviamo in relazione alla notizia pubblicata da NOCI24 il 5 ottobre 2026 riguardante una presunta aggressione a un gatto di colonia in via Patrella, a Noci. Secondo quanto riportato, alcuni ragazzi avrebbero attirato il gatto, sollevandolo per le zampe posteriori e colpendolo ripetutamente con un bastone. Una passante sarebbe intervenuta mettendoli in fuga. Anche l’animale sarebbe scappato. L’articolo indica Enza Ardone, presidente dell’associazione SOS Adozioni4zampe-Onlus, quale autrice della segnalazione diffusa sui social. La data precisa dell’episodio non viene specificata. L’articolo menziona anche una presunta challenge online che assegnerebbe punteggi alle violenze contro animali. Nella segnalazione social portata alla nostra attenzione viene inoltre riferita la precedente scomparsa di una gatta con i suoi cuccioli, circostanza non riportata nell’articolo. https://www.noci24.it/cronaca/notizie-da-noci/24467-catturano-e-torturano-un-gatto-di-colonia-ragazzini-messi-in-fuga-da-una-passante Non intendiamo attribuire responsabilità personali né considerare accertate le informazioni diffuse: chiediamo che vengano verificate concretamente, compreso l’eventuale collegamento tra i diversi elementi segnalati. La situazione descritta desta profonda preoccupazione per le possibili sofferenze del gatto e per la sicurezza degli altri animali della zona. Chiediamo, ciascuno per le proprie competenze, di: contattare Enza Ardone, le curatrici della colonia e la passante intervenuta, acquisendo la segnalazione originale, la data e l’orario dell’episodio, il punto preciso e ogni informazione utile; acquisire eventuali testimonianze, fotografie, filmati originali e registrazioni delle telecamere presenti nella zona, prima della loro eventuale sovrascrittura; attivare le ricerche del gatto in coordinamento con le volontarie e, qualora venga rintracciato, assicurare una valutazione veterinaria, le cure necessarie e la documentazione delle eventuali lesioni; verificare la segnalata scomparsa della gatta e dei cuccioli, raccogliendo informazioni dalle persone che li accudivano; accertare l’eventuale esistenza di contenuti online che promuovano violenze contro animali e il loro possibile collegamento con l’episodio, coinvolgendo i servizi competenti ove necessario; accertare eventuali responsabilità e valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, la rilevanza dei fatti ai sensi dell’articolo 544-ter del Codice penale, come modificato dalla legge 6 giugno 2025, n. 82; predisporre controlli a tutela della colonia e degli animali della zona, adottando misure concrete per prevenire ulteriori aggressioni; comunicare gli esiti delle verifiche e i provvedimenti adottati, nei limiti delle informazioni divulgabili. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela degli animali coinvolti, ringraziamo anticipatamente per l’attenzione e restiamo in attesa di un riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di accertamenti sulle scomparse di gatti a Città di Castello e nei comuni limitrofi
Spettabili, scriviamo in relazione alle notizie pubblicate il 7 ottobre 2026 da Open e La Nazione sulla scomparsa di circa venti gatti nel territorio tra Città di Castello, San Giustino, Citerna e Sansepolcro. Secondo quanto riportato, Maria Rosa Incandela, presidente della delegazione ENPA di Sansepolcro, avrebbe presentato denuncia ai Carabinieri e interessato la Polizia di Città di Castello. Le segnalazioni riguarderebbero prevalentemente gatti domestici e comprenderebbero avvistamenti di un’auto scura con un uomo e una donna a bordo. A Citerna, secondo testimonianze riferite dalla stampa, la donna sarebbe stata vista catturare un gatto e portarlo nell’auto. https://www.open.online/2026/10/07/gatti-scomparsi-sacrificio-halloween-perugia/ Il possibile collegamento con rituali in prossimità di Halloween costituisce un’ipotesi avanzata dalla rappresentante dell’ENPA, che non intendiamo presentare come accertata. Non attribuiamo responsabilità ad alcuna persona e chiediamo che le segnalazioni vengano verificate concretamente, senza trascurare altre possibili cause delle scomparse. Chiediamo, ciascuno per le proprie competenze, di: contattare Maria Rosa Incandela e i referenti delle associazioni coinvolte, acquisendo le denunce, le segnalazioni e ogni informazione utile a ricostruire i fatti; ricostruire il numero effettivo dei gatti scomparsi, le date e i luoghi delle sparizioni, raccogliendo informazioni dalle famiglie e dai referenti delle colonie feline; rintracciare e ascoltare le persone che avrebbero assistito alle catture, acquisendo descrizioni del veicolo, orari, luoghi e ogni elemento utile all’identificazione; verificare tempestivamente la disponibilità di immagini di videosorveglianza nelle zone e negli orari interessati, provvedendo alla loro acquisizione prima dell’eventuale cancellazione; coordinare gli accertamenti tra i territori coinvolti e predisporre controlli mirati nelle aree indicate dalle segnalazioni; mettere in sicurezza gli animali eventualmente rinvenuti in condizioni di pericolo e garantire le cure veterinarie necessarie; accertare eventuali responsabilità e adottare i provvedimenti previsti dalla legge qualora ne ricorrano i presupposti; fornire alla cittadinanza indicazioni chiare per segnalare nuove scomparse o avvistamenti utili e comunicare, nei limiti consentiti dalle esigenze investigative, gli esiti delle verifiche e le misure di tutela adottate. Ricordiamo che l’articolo 2, comma 7, della legge 14 agosto 1991, n. 281 vieta di maltrattare i gatti che vivono in libertà. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela degli animali coinvolti, ringraziamo anticipatamente per l’attenzione e restiamo in attesa di un riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di pieno accertamento delle responsabilità per la morte dei cuccioli a Sciacca
Spettabili, scriviamo in relazione alla gravissima vicenda dei nove cani, tre adulti e sei cuccioli, rinvenuti nel luglio 2026 su un terrazzo di un’abitazione a Sciacca, in provincia di Agrigento, esposti al sole e, secondo le informazioni diffuse, privi di acqua e di adeguato riparo. Il comunicato OIPA del 20 luglio 2026 riferisce della morte di quattro cuccioli e del recupero degli altri animali grazie all’intervento delle forze dell’ordine, dei veterinari dell’ASP e del personale dell’Ufficio Benessere Animale e Randagismo. La vicenda è stata documentata anche da Adriana Montalbano, dell’Ufficio Randagismo comunale e volontaria Balzoo, ed è oggetto della petizione promossa da Letizia Lucibello su Change.org. Quattro cuccioli hanno perso la vita in circostanze che, secondo quanto riportato, avrebbero potuto essere evitate garantendo condizioni elementari di protezione e cura. La sofferenza descritta impone un accertamento rigoroso di tutte le responsabilità e una risposta proporzionata alla gravità dei fatti. Abbiamo preso atto del comunicato LEIDAA del 27 luglio 2026 sull’affidamento definitivo dei cinque superstiti. Il loro salvataggio non esaurisce, tuttavia, la necessità di fare piena luce sulla morte degli altri quattro e di prevenire ulteriori episodi. Nel rispetto della presunzione di innocenza e dell’autonomia dell’autorità giudiziaria, chiediamo che, qualora le responsabilità penali vengano accertate, siano applicate sanzioni adeguate alla gravità delle condotte, comprese pene detentive nei casi previsti dalla legge. Chiediamo giustizia per gli animali morti e protezione concreta per quelli ancora esposti a possibili rischi. Chiediamo, ciascuno per le proprie competenze: di assicurare un seguito rigoroso agli accertamenti, acquisendo, qualora non sia già stato fatto, i filmati originali, le testimonianze e la documentazione veterinaria, anche attraverso il contatto con Adriana Montalbano e le persone intervenute; di accertare e documentare le cause della morte dei quattro cuccioli, la durata dell’esposizione alle condizioni segnalate e le eventuali omissioni di cure e soccorso; di trasmettere all’autorità giudiziaria ogni elemento utile alla valutazione delle responsabilità e della gravità delle condotte, affinché possano essere applicate le sanzioni previste dalla legge, comprese quelle detentive qualora ne ricorrano i presupposti; di verificare se le persone coinvolte detengano altri animali, controllandone tempestivamente le condizioni e disponendone la messa in sicurezza qualora emergano sofferenza o pericolo; di adottare o richiedere alle autorità competenti tutte le misure legalmente applicabili per impedire il ripetersi di condotte analoghe e tutelare gli animali da eventuali responsabili; di confermare la collocazione protetta dei cinque superstiti, le loro condizioni sanitarie e il seguito dell’affidamento comunicato dalla LEIDAA; di comunicare gli accertamenti effettuati e i provvedimenti adottati, nei limiti delle informazioni divulgabili e nel rispetto del segreto investigativo. La morte di quattro cuccioli richiede una risposta istituzionale ferma, concreta e trasparente. Confidando nel pieno esercizio delle rispettive competenze, restiamo in attesa di un riscontro puntuale. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di verifiche e intervento a tutela dei gatti dell’ex Ilva di Taranto
Spettabili, scriviamo in relazione all’appello diffuso sui social sulla presenza di numerosi gatti all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, che sarebbero accuditi da anni da una volontaria e da alcuni operai, sostenendo personalmente le spese per alimentazione e cure. La segnalazione esprime preoccupazione per il possibile venir meno dell’assistenza agli animali in conseguenza della fermata degli impianti e di eventuali limitazioni degli accessi. https://www.facebook.com/photo/?fbid=1528794292608061 Chiediamo che la segnalazione venga verificata tempestivamente, predisponendo misure concrete per prevenire qualsiasi interruzione dell’assistenza. Chiediamo pertanto, ciascuno per quanto di competenza: di contattare l’autore dell’appello e le persone che accudiscono i gatti, acquisendo informazioni sulla loro ubicazione, sul numero stimato, sulle modalità di assistenza e sulle eventuali segnalazioni già inoltrate; di effettuare un sopralluogo con il Servizio veterinario della ASL, concordando l’accesso con il gestore dello stabilimento, per verificare le condizioni degli animali e la disponibilità di cibo, acqua, ripari e cure; di verificare il censimento e il riconoscimento delle eventuali colonie feline presenti, attivando gli interventi sanitari, di identificazione e sterilizzazione necessari; di convocare con urgenza un tavolo operativo tra Comune, ASL, direzione dello stabilimento e referenti dei volontari, individuando responsabilità, risorse e tempi per un piano di assistenza continuativa; di garantire modalità di accesso autorizzate e sicure alle persone incaricate dell’accudimento, anche durante eventuali fermate produttive o modifiche dell’organizzazione dello stabilimento; di assicurare senza interruzioni alimentazione, acqua e cure veterinarie, prevedendo un servizio sostitutivo qualora gli attuali volontari e operai non possano più provvedervi; di valutare, sulla base del sopralluogo e delle indicazioni veterinarie, la sicurezza delle aree frequentate dai gatti e l’eventuale necessità di sistemazioni alternative idonee, evitando trasferimenti indiscriminati e garantendo assistenza anche durante ogni eventuale ricollocamento; di comunicare gli esiti delle verifiche, le misure adottate e l’ufficio referente per il coordinamento degli interventi. Richiamiamo, per quanto pertinente, l’articolo 13 della legge regionale Puglia 7 febbraio 2020, n. 2, dedicato alla protezione dei gatti liberi e delle colonie feline. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela degli animali coinvolti, restiamo in attesa di un cortese riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di intervento a tutela della fauna di Bosco Ospizio a Reggio Emilia
Spettabili, scriviamo in relazione ai lavori avviati il 30 settembre 2026 nell’area denominata Bosco Ospizio, lungo la via Emilia a Reggio Emilia, interessata dal progetto di Conad Centro Nord che comprende un supermercato, parcheggi e servizi pubblici. Le notizie diffuse dal Centro Recupero Ricci “La Ninna” e dal veterinario Massimo Vacchetta segnalano gravi preoccupazioni per la fauna presente nell’area. Secondo quanto riferito, un monitoraggio acustico effettuato con specialisti avrebbe rilevato almeno nove specie di pipistrelli, comprese specie di particolare interesse conservazionistico. https://www.corriere.it/animali/animali-selvatici/26_ottobre_06/iniziati-i-lavori-a-bosco-ospizio-tra-le-proteste-abbattuti-4-5-ettari-di-alberi-per-far-posto-al-supermercato-non-considerato-a02f0cae-4ca4-443a-b026-bcc06ebf9xlk.shtml La segnalazione rende necessario verificare concretamente la presenza di rifugi, siti di riproduzione e aree di riposo, oltre agli effetti dei lavori sugli animali e sugli ambienti utilizzati. Destano preoccupazione anche le informazioni diffuse sulla presenza di ricci e anfibi e sul possibile coinvolgimento di questi animali nelle operazioni di sfalcio e abbattimento. Chiediamo verifiche urgenti e documentate, distinguendo il monitoraggio faunistico dalle procedure amministrative di valutazione ambientale eventualmente dovute per il progetto. Chiediamo pertanto, ciascuno per le proprie competenze, di: Disporre, per quanto consentito dai rispettivi poteri, una sospensione cautelativa delle lavorazioni potenzialmente dannose per la fauna, in attesa delle verifiche necessarie; Contattare Massimo Vacchetta e il Centro Recupero Ricci “La Ninna” per acquisire la relazione completa del monitoraggio, le registrazioni originali, le metodologie utilizzate e ogni ulteriore elemento documentale; Effettuare con urgenza un sopralluogo con personale competente in fauna selvatica e specialisti in chirotteri, verificando le condizioni dell’area, degli alberi rimasti e del materiale vegetale abbattuto; Accertare la presenza attuale o precedente di rifugi, siti di riproduzione e aree di riposo dei pipistrelli e di altre specie protette, verificando gli eventuali effetti delle lavorazioni già eseguite; Predisporre, con personale qualificato e nel rispetto delle autorizzazioni necessarie, il recupero e le cure degli animali eventualmente feriti o in difficoltà, evitando interventi improvvisati; Rendere disponibili le autorizzazioni ai lavori e agli abbattimenti, gli studi faunistici, le prescrizioni di tutela e gli atti relativi alle valutazioni ambientali svolte, chiarendo quali procedure fossero dovute e quali siano state effettivamente effettuate; Verificare il rispetto delle disposizioni applicabili alla protezione dei chirotteri e dei loro siti di riproduzione e riposo, comprese quelle dell’articolo 8 del D.P.R. 357/1997, ferma restando ogni valutazione delle autorità competenti; Accertare eventuali violazioni e adottare i provvedimenti previsti qualora ne ricorrano i presupposti; Valutare misure di ripristino ecologico e soluzioni progettuali alternative che consentano di conservare la vegetazione residua, gli habitat e la continuità ecologica dell’area; Comunicare gli esiti delle verifiche, le misure di protezione adottate e le condizioni previste per l’eventuale prosecuzione dei lavori. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela degli animali coinvolti, restiamo in attesa di un riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di sospensione delle uccisioni di galli forcello e coturnici alpine in Trentino
Spettabili, scriviamo in relazione all’articolo pubblicato da Il Dolomiti il 4 ottobre 2026, che riporta le dichiarazioni di Sergio Merz, presidente della LIPU di Trento, sulle quote di abbattimento di 408 galli forcello e 77 coturnici alpine previste in Trentino a partire dal 1° ottobre 2026. Secondo quanto riferito dalla LIPU, entrambe le specie si trovano in difficoltà e, per la coturnice, il numero autorizzato rappresenterebbe la quota più alta degli ultimi vent’anni. La scheda della specie pubblicata dalla LIPU indica inoltre la coturnice classificata come vulnerabile nella Lista rossa italiana e presenta una situazione di conservazione preoccupante, dovuta alla riduzione della popolazione e alla perdita e al degrado degli habitat https://www.ildolomiti.it/cronaca/2026/al-via-labbattimento-di-408-galli-forcello-e-di-77-coturnici-alpine-in-trentino-e-una-caccia-che-non-ha-alcuna-giustificazione-se-non-il-divertimento-di-chi-spara Queste informazioni destano forte preoccupazione per gli effetti delle uccisioni di popolazioni già esposte alla perdita degli habitat, alla frammentazione e alle pressioni delle attività umane. Nell’articolo viene inoltre segnalata la possibilità di cacciare il gallo forcello nei parchi naturali Adamello Brenta e Paneveggio Pale di San Martino. Chiediamo che le informazioni diffuse siano verificate e che vengano rese trasparenti le basi scientifiche e amministrative delle autorizzazioni. Chiediamo pertanto, ciascuno per le proprie competenze, di: Disporre una sospensione cautelativa degli abbattimenti di gallo forcello e coturnice alpina, in attesa di una verifica documentata della loro compatibilità con la conservazione delle popolazioni interessate; Confermare o rettificare le quote riportate nell’articolo e rendere disponibili i provvedimenti autorizzativi; Rendere disponibili i censimenti più recenti, le metodologie utilizzate, l’andamento delle popolazioni e i criteri con cui sono state determinate le quote, chiarendo le ragioni dell’eventuale aumento del prelievo della coturnice; Rendere disponibili i pareri e le valutazioni tecniche acquisiti, compresi quelli dell’ISPRA e dell’Osservatorio faunistico provinciale, chiarendo se riguardino specificamente le quote delle due specie; Precisare in quali aree dei parchi naturali Adamello Brenta e Paneveggio Pale di San Martino siano consentite le uccisioni e sulla base di quali disposizioni e valutazioni di conservazione; Comunicare quanti animali delle due specie siano stati effettivamente uccisi dall’apertura della caccia e quali controlli siano previsti sul rispetto delle quote; Adottare misure concrete per favorire la conservazione delle due specie e dei loro habitat, riesaminando le autorizzazioni alla luce delle criticità segnalate; Fornire un riscontro scritto sulle verifiche effettuate e sui provvedimenti adottati. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela degli animali coinvolti, restiamo in attesa di un riscontro. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di accertamenti sull’uccisione di un gattino a Sant’Elia Fiumerapido
Spettabili, scriviamo in relazione alla notizia dell’uccisione di un gattino di otto mesi nel cortile di un’abitazione nel centro storico di Sant’Elia Fiumerapido, in provincia di Frosinone. Secondo la segnalazione diffusa, l’episodio sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 1° ottobre 2026. Gli articoli pubblicati il 2 ottobre da Frosinone Netweek e AlessioPorcu.it riferiscono che il piccolo, mentre giocava nel cortile, sarebbe stato raggiunto da pallini esplosi con un fucile. Soccorso e trasportato in una clinica veterinaria, sarebbe morto durante l’intervento chirurgico a causa delle gravi lesioni riportate. Secondo le medesime fonti, la famiglia avrebbe presentato denuncia contro ignoti. https://frosinonenetweek.it/santelia-fiumerapido/gattino-di-otto-mesi-ucciso-a-fucilate-nel-cortile-di-casa/ La vicenda desta profonda preoccupazione per la violenza subita dall’animale e per il possibile pericolo per gli altri animali e le persone presenti nella zona. Non intendiamo attribuire responsabilità personali né considerare definitivamente accertata la dinamica descritta, ma chiediamo verifiche concrete e tempestive da parte delle autorità competenti. Chiediamo, ciascuno per le proprie competenze e in coordinamento con gli uffici eventualmente già intervenuti, di: Acquisire la denuncia riferita dalle fonti giornalistiche e contattare la famiglia del gattino, anche attraverso gli autori degli articoli, per accertare luogo, data, orario e circostanze dell’accaduto; Acquisire la documentazione veterinaria, gli esami diagnostici e gli eventuali reperti disponibili, valutando gli ulteriori accertamenti necessari a ricostruire la causa della morte e le caratteristiche dei pallini; Effettuare un sopralluogo e raccogliere testimonianze, fotografie e filmati, verificando tempestivamente la disponibilità di registrazioni delle telecamere della zona; Ricostruire la provenienza e la traiettoria dello sparo, identificare l’arma eventualmente utilizzata e accertare le responsabilità; Valutare l’eventuale rilevanza dei fatti ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice penale, come modificato dalla legge 6 giugno 2025, n. 82, e delle disposizioni applicabili in materia di armi e pubblica sicurezza; Qualora venga individuato il responsabile e ne ricorrano i presupposti, valutare il sequestro dell’arma e gli eventuali provvedimenti relativi alla detenzione delle armi e alle autorizzazioni; Verificare se siano stati segnalati episodi analoghi nella zona e adottare le misure necessarie a prevenire ulteriori violenze contro gli animali. Confidando in accertamenti tempestivi e in misure concrete di prevenzione, restiamo in attesa di un riscontro sulle verifiche effettuate e sui provvedimenti adottati, nei limiti consentiti dalla riservatezza delle indagini. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale
Richiesta di accertamenti sulle condizioni di un cane segnalato a Barcellona Pozzo di Gotto
Spettabili, portiamo alla Vostra attenzione una segnalazione diffusa sui social relativa a un cane che, in una zona periferica isolata di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), sarebbe detenuto da anni all’interno di un rudere, al buio, con accesso chiuso mediante lucchetto, finestra sbarrata e presenza di filo spinato. Secondo quanto riferito, il cane non verrebbe mai fatto uscire e abbaierebbe insistentemente di giorno e di notte. Nella segnalazione si riferisce inoltre di un intervento dei Carabinieri avvenuto il 22 settembre, senza sequestro, a seguito di una valutazione attribuita al Servizio veterinario dell’ASP secondo cui il cane starebbe bene. Viene anche dichiarata la presentazione di una denuncia. Chiediamo che queste informazioni, compresi la data completa dell’intervento e il suo effettivo esito, siano verificate. https://www.instagram.com/reel/Dd6CruXurQk/ Non intendiamo attribuire responsabilità né considerare accertato quanto riportato. La situazione descritta desta seria preoccupazione e richiede una verifica tempestiva che comprenda le condizioni ambientali, la possibilità di movimento, le interazioni sociali e l’eventuale sofferenza comportamentale dell’animale. Chiediamo pertanto di: Contattare l’autrice della segnalazione per acquisire l’indirizzo esatto, fotografie e filmati originali, testimonianze e riferimenti dell’eventuale denuncia; Effettuare con urgenza un sopralluogo congiunto degli organi di vigilanza e del Servizio veterinario pubblico, verificando direttamente l’interno del locale e le effettive modalità di detenzione; Accertare le condizioni fisiche, sanitarie e comportamentali del cane, con particolare attenzione all’eventuale isolamento prolungato, alle vocalizzazioni persistenti e alla possibilità concreta di uscire e muoversi; Verificare illuminazione naturale, ventilazione, igiene, sicurezza del rudere e del filo spinato, disponibilità di acqua e cibo, cure, spazi e contatti sociali adeguati; Acquisire e riesaminare gli eventuali verbali dell’intervento indicato al 22 settembre e la valutazione veterinaria, chiarendo quali condizioni siano state osservate e se siano state considerate anche le esigenze etologiche del cane; Verificare il microchip, l’iscrizione all’anagrafe e l’identità del soggetto responsabile della detenzione; Qualora siano riscontrate condizioni di sofferenza, pericolo o detenzione incompatibile, mettere immediatamente in sicurezza il cane, garantire le cure necessarie e valutare il sequestro; Accertare eventuali responsabilità e adottare i provvedimenti di competenza. Ferma restando ogni valutazione delle autorità competenti, chiediamo di considerare l’eventuale rilevanza dei fatti ai sensi delle seguenti disposizioni: Art. 727, secondo comma, del Codice penale, relativo alla detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze. Art. 544-ter del Codice penale, relativo al maltrattamento di animali, qualora siano accertati gli elementi richiesti dalla norma. Confidando in un intervento tempestivo e concreto a tutela del cane, restiamo in attesa di un riscontro sugli accertamenti effettuati e sui provvedimenti adottati. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale