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A.M.
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Le campagne più recenti

Voce Animale Settembre 6, 2026
ATTIVA

Richiesta tutela definitiva della cagnolina sequestrata a Messina

Spettabili, Scrivo in merito alla cagnolina rinvenuta il 5 settembre 2026 in località Larderia, a Messina, legata a un albero con una corda, priva di acqua e cibo e circondata da rifiuti. Secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbe stata trovata in stato di grave deperimento fisico, infestata dalle zecche, con ferite al collo e una grave condizione di anemia. La Polizia Locale e le Guardie zoofile NOETAA avrebbero proceduto al sequestro penale e al trasferimento della cagnolina presso una clinica veterinaria. https://www.tempostretto.it/news/ferita-e-legata-a-un-albero-senza-cibo-e-acqua-cagnolina-salvata-a-messina.html Ringraziamo gli operatori intervenuti e tutte le persone che hanno contribuito a sottrarre l’animale a una situazione tanto grave. Considerate le condizioni descritte, riteniamo indispensabile che alla cagnolina siano assicurate cure veterinarie complete e una collocazione protetta, evitando qualsiasi possibilità di riconsegna al precedente detentore fino alla definizione del procedimento e delle misure di tutela applicabili. Chiediamo pertanto, nel rispetto del segreto investigativo e della riservatezza: di garantire alla cagnolina tutti gli accertamenti diagnostici, le terapie e l’assistenza necessari fino al completo recupero; di assicurare la tracciabilità della sua presa in carico e una sistemazione idonea e protetta; di accertare da quanto tempo l’animale si trovasse in quelle condizioni e se vi fossero state precedenti segnalazioni; di verificare l’eventuale presenza, presso lo stesso "proprietario" o nei luoghi a lui riconducibili, di altri animali bisognosi di tutela; di valutare, qualora ne ricorrano i presupposti, l’applicazione dell’articolo 544-ter del Codice penale e delle ulteriori disposizioni pertinenti; di adottare tutte le iniziative consentite affinché, in caso di accertamento delle responsabilità, siano disposte la confisca definitiva della cagnolina e le misure necessarie a impedire future detenzioni di animali da parte del responsabile; di comunicare, nei limiti consentiti dal procedimento in corso, le condizioni della cagnolina e le misure adottate per garantirne la tutela futura. In attesa di un cortese riscontro, porgo distinti saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 6, 2026
ATTIVA

Richiesta accertamenti urgenti sul grave ferimento di un cane ad Apice

Spett.li Autorità competenti, Scrivo in merito al gravissimo episodio segnalato in contrada Alvino, nel territorio di Apice, dove un cane meticcio di grossa taglia sarebbe stato trovato a terra, in una pozza di sangue, con una grave ferita alla testa, una zampa fratturata e ulteriori lesioni sul corpo. Secondo quanto riferito dalla stampa e dall’OIPA di Benevento, una giovane residente sarebbe stata attirata dalle urla di un uomo e dai guaiti dell’animale. La Polizia municipale, già avvertita anche da un’altra persona, avrebbe richiesto l’intervento del Presidio veterinario, che avrebbe soccorso il cane con un’ambulanza. Alcune notizie successive riferiscono circostanze ancora più gravi circa la natura delle ferite. Tali ricostruzioni dovranno naturalmente essere verificate dagli organi competenti, evitando conclusioni premature e tutelando l’integrità delle eventuali indagini. https://www.ilsannioquotidiano.it/2026/09/05/apice-cane-ritrovato-in-una-pozza-di-sangue-zampa-rotta-e-lesioni-al-cranio/ Se confermata, la condotta potrebbe integrare il delitto di maltrattamento di animali previsto dall’articolo 544-ter del Codice penale, ferme restando le ulteriori fattispecie eventualmente ravvisabili dall’Autorità giudiziaria. Riteniamo indispensabile che un episodio di tale gravità sia chiarito rapidamente e che siano adottate tutte le misure necessarie per proteggere il cane e gli eventuali altri animali presenti nella zona. Chiediamo pertanto: di accertare con urgenza l’esatta dinamica dell’accaduto e individuare l’eventuale responsabile, acquisendo le testimonianze delle persone intervenute, la documentazione veterinaria e ogni ulteriore elemento utile; di verificare le cause e la natura di tutte le lesioni riportate dal cane, attraverso una relazione veterinaria completa; di comunicarci, nel rispetto della riservatezza dovuta alle indagini, se sia stata presentata una denuncia o trasmessa un’informativa all’Autorità giudiziaria; di verificare l’identificazione tramite microchip, la titolarità, le condizioni attuali e la collocazione del cane, assicurandogli tutte le cure e una sistemazione protetta; di effettuare un sopralluogo nella zona indicata e presso l’eventuale luogo di provenienza dell’animale, verificando se siano presenti altri cani o animali esposti a maltrattamenti, abbandono o condizioni incompatibili con la loro natura; di valutare, in caso di accertamento delle responsabilità, ogni misura diretta a impedire la futura detenzione di animali da parte del responsabile; di fornire un riscontro sulle verifiche e sulle misure adottate, nei limiti consentiti dalla legge e dalle eventuali indagini in corso. Confidando in un intervento tempestivo e rigoroso, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Cordiali saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 5, 2026
ATTIVA

Tutela dei cavalli e superamento del Palio di Asti

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito al Palio di Asti 2026, previsto per domenica 6 settembre, manifestazione che continua a prevedere l’impiego di cavalli in una competizione caratterizzata da velocità, concitazione, rumore e forte pressione ambientale. Riteniamo necessario interrogarsi sulla compatibilità dell’utilizzo degli animali con l’attuale sensibilità sociale e con il crescente riconoscimento della loro tutela nell’ordinamento italiano. La tradizione non può sottrarsi a un’evoluzione responsabile. Il valore culturale e rievocativo della manifestazione potrebbe essere preservato individuando modalità che non espongano i cavalli a stress, cadute, lesioni o conseguenze potenzialmente fatali. Considerata l’imminenza dell’evento, chiediamo: che siano effettuati controlli veterinari rigorosi e indipendenti su tutti i cavalli prima, durante e dopo la manifestazione; che siano verificate con particolare attenzione le condizioni del tracciato, del fondo, delle curve e delle protezioni presenti lungo il percorso; che nessun cavallo venga ammesso alla corsa qualora presenti condizioni fisiche o comportamentali che possano comprometterne la salute, il benessere o la sicurezza; che venga garantita la presenza costante di personale veterinario e di mezzi adeguati per intervenire tempestivamente in caso di incidente; che le prove o la corsa vengano immediatamente sospese qualora le condizioni del tracciato, meteorologiche, ambientali o sanitarie possano compromettere la sicurezza e il benessere dei cavalli; che, al termine della manifestazione, siano rese pubbliche informazioni sulle condizioni di salute degli animali impiegati e sugli eventuali incidenti o interventi veterinari effettuati; che il Comune di Asti avvii un confronto pubblico e istituzionale finalizzato a far evolvere il Palio verso una rievocazione storica e culturale che non preveda più l’impiego di animali. Non chiediamo di cancellare la storia e l’identità di Asti, ma di consentire alla tradizione di evolversi, preservandone il valore culturale senza continuare a esporre esseri senzienti ai rischi inevitabilmente connessi a una competizione di questo genere. Confidiamo nell’adozione di ogni misura necessaria per proteggere i cavalli impiegati nell’edizione imminente e nell’apertura di una riflessione concreta sul futuro della manifestazione. Cordiali saluti, Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 5, 2026
ATTIVA

Tragedia di Amber, bulldog francese deceduta per omessa custodia e maltrattamento a Como

Spett.li Autorità, con la presente il Collettivo Voce Animale intende sottoporre alla Vostra attenzione la gravissima vicenda recentemente avvenuta a Como, dove Amber, una bulldog francese di sei anni, ha perso la vita in circostanze drammatiche mentre era affidata a un servizio di dog sitting. Secondo quanto riferito dai "proprietari", Mattia e Giaele, che avrebbero già presentato formale denuncia, Amber sarebbe stata dimenticata per circa due ore all’interno di una gabbia collocata nel furgone utilizzato per il trasporto dei cani, al termine di un’escursione organizzata dal servizio di custodia. L’operatore avrebbe fatto scendere gli altri animali senza accorgersi della presenza di Amber, lasciandola chiusa nel veicolo durante le ore più calde della giornata. Il successivo trasporto presso una struttura veterinaria si sarebbe purtroppo rivelato inutile. https://comozero.it/attualita/como-la-storia-straziante-di-amber-la-bulldog-francese-e-morta-dimenticata-nel-furgone/ Qualora i fatti descritti fossero confermati, ci troveremmo di fronte a un episodio di estrema gravità, che solleva seri interrogativi sulle modalità di gestione del servizio, sulle procedure di sicurezza adottate e sui requisiti professionali e organizzativi necessari per esercitare attività di custodia e trasporto di animali d’affezione. Alla luce di quanto esposto, chiediamo formalmente alle Autorità in indirizzo di: verificare compiutamente la dinamica dell’accaduto e le eventuali responsabilità delle persone coinvolte; acquisire, ove disponibili, le denunce presentate, la documentazione veterinaria, le testimonianze e ogni eventuale registrazione utile alla ricostruzione dei fatti; verificare la regolarità amministrativa, igienico-sanitaria e autorizzativa dell’attività di dog sitting, nonché l’idoneità dei mezzi utilizzati per il trasporto degli animali; accertare l’esistenza di eventuali ulteriori segnalazioni o precedenti riguardanti il servizio e le persone coinvolte; valutare la sussistenza di eventuali responsabilità penali o amministrative, anche in relazione agli articoli 544-bis, 544-ter e 727 del Codice penale, ferma restando la qualificazione giuridica spettante all’Autorità competente; adottare, qualora ne ricorrano i presupposti, ogni opportuno provvedimento cautelare o interdittivo volto a impedire che altri animali siano esposti a rischi analoghi; intensificare i controlli sulle attività di custodia e trasporto di animali d’affezione operanti sul territorio; fornire, nei limiti consentiti dalla legge e nel rispetto delle indagini, un riscontro in merito alle verifiche effettuate e agli eventuali provvedimenti adottati. Confidando in un tempestivo intervento e in un rigoroso accertamento dei fatti, porgiamo distinti saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 5, 2026
ATTIVA

Revisione del taglio della vegetazione lungo il torrente Sellustra – Elisabetta

Spettabili Autorità competenti, il Collettivo Voce Animale, facendosi interprete delle preoccupazioni espresse per la tutela della fauna e della biodiversità locale, chiede formalmente un riesame del progetto previsto lungo la valle del torrente Sellustra, nei territori dei Comuni di Casalfiumanese, Dozza e Imola, che comporterebbe un esteso taglio della vegetazione riparia. Siamo pienamente consapevoli della necessità di realizzare interventi finalizzati alla sicurezza idraulica, alla prevenzione delle inondazioni e alla tutela della popolazione residente. Riteniamo, tuttavia, indispensabile che tali esigenze siano perseguite attraverso modalità proporzionate e rispettose dell’ambiente, conciliando la sicurezza delle persone con la conservazione degli equilibri naturali. La vegetazione riparia svolge infatti funzioni ecologiche fondamentali: contribuisce alla stabilizzazione delle sponde, limita l’erosione del suolo, migliora la qualità delle acque e offre rifugio, nutrimento e aree di riproduzione a numerose specie animali e vegetali, comprese specie tutelate presenti nell’ecosistema del Sellustra. Un taglio esteso e indiscriminato rischierebbe pertanto di determinare una grave perdita di habitat, con conseguenze significative sulla biodiversità e sul valore paesaggistico dell’intera valle. Alla luce di quanto esposto, chiediamo: che il progetto venga sottoposto a un approfondito riesame tecnico e ambientale; che siano valutati preventivamente gli effetti degli interventi sulla fauna, sulla flora e sugli habitat presenti; che i tagli siano limitati esclusivamente alle situazioni di comprovata necessità, evitando eliminazioni generalizzate della vegetazione; che siano adottate tecniche di ingegneria naturalistica e soluzioni alternative capaci di coniugare la sicurezza idraulica con la tutela dell’ecosistema; che gli interventi siano programmati evitando i periodi di nidificazione, riproduzione e maggiore vulnerabilità della fauna selvatica; che siano resi pubblici il progetto, le valutazioni ambientali effettuate e il relativo cronoprogramma; che venga avviato un confronto trasparente con le associazioni, i comitati e i cittadini interessati. Confidando in un sollecito riscontro e nella disponibilità ad avviare un confronto costruttivo, chiediamo che ogni decisione venga assunta nel rispetto dei principi di precauzione, proporzionalità e salvaguardia della biodiversità. Distinti saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 5, 2026
ATTIVA

Richiesta urgente di accertamenti sul gatto presumibilmente avvelenato e percosso a Bannia

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito al grave episodio segnalato pubblicamente a Bannia, frazione di Fiume Veneto, riguardante un gatto domestico che, secondo quanto riferito dai proprietari e da una loro vicina, sarebbe stato avvelenato e successivamente colpito con un bastone. L’animale sarebbe sopravvissuto per poco e verserebbe tuttora in condizioni gravi, con notevoli difficoltà motorie. I proprietari avrebbero già presentato una denuncia. https://www.facebook.com/share/p/1K3m4F3EjC/ Riteniamo che la gravità delle circostanze descritte richieda accertamenti tempestivi. Qualora fossero confermate, infatti, potrebbero configurarsi ipotesi di reato ai danni dell’animale e potrebbe sussistere un pericolo anche per altri animali e per la collettività, soprattutto nell’eventualità della presenza di esche o sostanze tossiche nell’area. Chiediamo pertanto: di verificare tempestivamente la fondatezza della segnalazione e l’avvenuta presentazione della denuncia; di acquisire, nel rispetto della riservatezza, la documentazione veterinaria utile a stabilire la natura delle lesioni e l’eventuale avvelenamento; di accertare il luogo preciso e le circostanze dell’accaduto, verificando la presenza di testimoni, immagini di videosorveglianza o altri elementi utili all’individuazione del responsabile; di effettuare controlli nell’area interessata per escludere la presenza di bocconi, esche o altre sostanze potenzialmente tossiche; di procedere, qualora emergano elementi concreti, secondo quanto previsto dalla normativa vigente in materia di maltrattamento e uccisione di animali e di utilizzo di esche o bocconi avvelenati; di valutare l’adozione delle necessarie misure informative e preventive a tutela degli animali presenti nella zona; di contattare direttamente l’autrice del post e i proprietari del gatto, che potrebbero fornire informazioni, referti e indicazioni indispensabili per gli accertamenti; di comunicarci, nei limiti consentiti dalla legge, se la segnalazione sia stata presa in carico e quali verifiche siano state avviate. Confidiamo in un intervento rapido delle autorità competenti, affinché venga fatta piena luce sull’episodio e siano prevenuti ulteriori rischi per gli animali del territorio. In attesa di un cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 5, 2026
ATTIVA

Richiesta di massima chiarezza sull’incendio al rifugio Oasi Argo di Cirò Marina

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito al gravissimo incendio divampato il 4 settembre 2026 presso il rifugio Oasi Argo di Cirò Marina, nel quale hanno perso la vita sei cani particolarmente fragili, ospitati all’interno di un container. Secondo quanto riportato dalla stampa, le fiamme avrebbero inoltre distrutto un ufficio logistico e due furgoni dell’associazione. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbe anche quella di un possibile atto intimidatorio. Si tratta di una circostanza estremamente grave, che dovrà naturalmente essere confermata o esclusa attraverso indagini rigorose e imparziali. https://www.lacnews24.it/cronaca/incendio-nel-rifugio-oasi-argo-di-ciro-marina-sei-cani-morti-non-si-esclude-latto-intimidatorio-hjkj06ig Chiediamo pertanto il massimo impegno da parte di tutte le Autorità competenti affinché: sia accertata con precisione l’origine dell’incendio, senza escludere alcuna ipotesi; vengano acquisiti e analizzati eventuali filmati di videosorveglianza, testimonianze e ogni altro elemento utile; siano chiarite le modalità con cui le fiamme hanno raggiunto i locali e il container nel quale si trovavano i sei cani; vengano individuati e perseguiti gli eventuali responsabili, qualora sia accertata una condotta dolosa; siano verificate le condizioni di sicurezza dell’intera struttura e adottate tempestivamente tutte le misure necessarie a tutelare gli oltre 200 animali ancora presenti; sia garantita piena trasparenza sugli esiti degli accertamenti, compatibilmente con il segreto investigativo. La morte di sei animali impossibilitati a mettersi in salvo impone che venga fatto tutto il possibile affinché emerga la verità. Qualunque sia stata la causa dell’incendio, è indispensabile ricostruire con esattezza quanto accaduto, accertare eventuali responsabilità e impedire che una simile tragedia possa ripetersi. Confidando in un intervento tempestivo, chiediamo cortesemente di essere informati sugli sviluppi e sugli eventuali provvedimenti adottati. Cordiali saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 4, 2026
ATTIVA

Richiesta urgente di verifica sulle condizioni di detenzione di alcuni cavalli a Montemarciano

Alle Istituzioni competenti, scrivo per segnalare una situazione potenzialmente grave riguardante alcuni cavalli detenuti in un terreno situato nei pressi di Via Ponte del Trave, nel Comune di Montemarciano. Secondo quanto riferito, gli animali sarebbero suddivisi in due gruppi e riceverebbero trattamenti sensibilmente differenti. Un primo gruppo sarebbe impiegato nelle attività del maneggio. Un secondo gruppo, invece, sarebbe mantenuto in un terreno distante dalla struttura principale, completamente all’aperto e apparentemente privo di alberi, zone ombreggiate, box o altre strutture idonee a offrire riparo. Questi cavalli, secondo la segnalazione, rimarrebbero esposti giorno e notte, durante tutto l’anno, al caldo estivo, al freddo, alle precipitazioni e alle altre condizioni meteorologiche avverse. La situazione sarebbe già stata segnalata in precedenza, ma non risulterebbero intervenuti cambiamenti sostanziali. Non conosciamo le ragioni per le quali questi animali verrebbero mantenuti in condizioni diverse rispetto ai cavalli ospitati presso il maneggio. Proprio per questo chiediamo che i fatti siano verificati direttamente e senza ulteriore ritardo dalle autorità competenti. Ricordiamo che la disponibilità di uno spazio all’aperto non esaurisce gli obblighi di custodia: devono essere garantite condizioni compatibili con le caratteristiche etologiche e fisiologiche degli equidi, nonché un’effettiva protezione dalle intemperie e dalle temperature estreme. La situazione segnalata dovrà essere valutata, in particolare, alla luce delle seguenti disposizioni: articolo 727, secondo comma, del Codice penale, che punisce la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze; articolo 544-ter del Codice penale, qualora dagli accertamenti emergano condotte od omissioni che abbiano provocato lesioni oppure sofferenze penalmente rilevanti agli animali; articolo 9 della Costituzione, che affida alla Repubblica la tutela degli animali secondo le forme e i modi previsti dalla legge. Alla luce di quanto esposto, chiediamo: di effettuare con urgenza un sopralluogo senza preavviso nel terreno in cui vengono effettivamente mantenuti i cavalli; di verificare la presenza e l’effettiva accessibilità di ripari adeguati, zone d’ombra, acqua pulita e alimentazione sufficiente; di valutare le condizioni sanitarie, nutrizionali e comportamentali di ciascun animale; di controllare l’identificazione e la registrazione degli equidi presenti, nonché la regolarità della struttura e dell’attività esercitata; di verificare per quali ragioni i due gruppi di cavalli siano custoditi in condizioni differenti; di accertare se precedenti segnalazioni abbiano determinato sopralluoghi o prescrizioni e se queste ultime siano state rispettate; di adottare immediatamente le prescrizioni e i provvedimenti necessari qualora venissero riscontrate irregolarità o condizioni pregiudizievoli per gli animali; di comunicarci tempestivamente l’avvenuto sopralluogo e, nei limiti consentiti dalla legge, gli esiti degli accertamenti e i provvedimenti adottati. Considerata la possibile esposizione continuativa degli animali alle condizioni atmosferiche e il fatto che la situazione sarebbe già stata segnalata senza apparenti miglioramenti, chiediamo che l’intervento non venga ulteriormente differito. La presente non intende formulare conclusioni anticipate sulla responsabilità di singoli soggetti, ma sollecitare accertamenti urgenti e concreti a tutela degli animali coinvolti. In attesa di un sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti. Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 4, 2026
ATTIVA

Richiesta urgente di verifica delle condizioni dell’elefante detenuto nel circo a Grottaminarda

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito alla segnalazione riguardante un elefante detenuto presso il circo presente a Grottaminarda, in provincia di Avellino. L’animale sarebbe stato visto disteso a terra per un tempo tale da indurre una cittadina a temere che fosse morto. Una situazione simile avrebbe dovuto determinare quantomeno un sopralluogo tempestivo da parte del Servizio veterinario e degli altri organi competenti. Secondo il successivo aggiornamento diffuso online, la notizia della morte dell’animale non troverebbe conferma e l’elefante sarebbe vivo. Tale circostanza è certamente importante, ma non elimina la necessità di verificare direttamente le sue condizioni e quelle degli altri animali. https://www.napolinetwork.it/elefante-di-grottaminarda-aidaa-chiede-di-conoscere-le-reali-condizioni-di-salute/ In assenza di informazioni ufficiali, non è possibile sapere se l’elefante sia stato effettivamente visitato, quali siano le sue condizioni di salute, quanti elefanti e altri animali siano presenti nel circo e se le modalità di custodia, trasporto e impiego siano compatibili con le loro esigenze etologiche. La detenzione di un animale selvatico ed estremamente complesso come l’elefante richiede controlli particolarmente rigorosi. La semplice conferma che l’animale sia vivo non può essere considerata sufficiente a escludere problemi sanitari o condizioni incompatibili con il suo benessere. Chiediamo pertanto: che venga effettuato con urgenza un sopralluogo veterinario diretto e non meramente documentale; che siano verificate le condizioni cliniche e comportamentali dell’elefante, con particolare attenzione alle ragioni della sua prolungata permanenza a terra; che siano accertati il numero, la specie, l’identificazione e la provenienza degli animali presenti nel circo; che siano controllate le condizioni di custodia, gli spazi disponibili, la possibilità di movimento, il ricovero, l’alimentazione, l’accesso all’acqua e la documentazione sanitaria; che siano verificati eventuali segni di sofferenza, patologie, stereotipie o altre alterazioni comportamentali; che siano controllate le autorizzazioni, la documentazione CITES eventualmente necessaria e la regolarità del trasporto e della detenzione; che, qualora emergano irregolarità o condizioni incompatibili con il benessere degli animali, siano adottati immediatamente i provvedimenti previsti dalla legge; che vengano comunicati pubblicamente, nei limiti consentiti, la data del sopralluogo, gli enti intervenuti e l’esito degli accertamenti. Si richiamano, per quanto applicabili, l’articolo 9 della Costituzione, gli articoli 544-ter e 727 del Codice penale e la normativa vigente in materia di tutela degli animali, detenzione di fauna selvatica e attività circensi. Restiamo in attesa di un sollecito riscontro e di conoscere quali verifiche siano già state effettuate o siano state programmate. Cordiali saluti, Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 4, 2026
ATTIVA

Richiesta urgente di accertamenti sui presunti avvelenamenti di gatti a Marina di Camerota

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito alla grave notizia riguardante Fiocco e Tigre, due gatti recentemente ritrovati senza vita a Marina di Camerota e che, secondo quanto denunciato pubblicamente dalla loro proprietaria, sarebbero stati vittime di avvelenamento. Nella stessa testimonianza viene riferito che, pochi giorni prima, anche un altro gatto di nome Speedy sarebbe morto nelle medesime circostanze e che numerosi gatti appartenenti ad altri residenti della zona avrebbero subito una sorte analoga. https://www.giornaledelcilento.it/marina-di-camerota-fiocco-e-tigre-trovati-morti-avvelenati/ Pur non essendo indicata pubblicamente la zona precisa dei ritrovamenti e non risultando al momento disponibili gli esiti di accertamenti veterinari o tossicologici, riteniamo indispensabile verificare tempestivamente quanto denunciato. L’eventuale presenza di sostanze velenose rappresenterebbe un pericolo non soltanto per gli animali domestici e selvatici, ma anche per le persone e, in particolare, per i bambini. Chiediamo pertanto: di verificare se le morti siano state formalmente segnalate alle autorità e al Servizio veterinario competente; di acquisire i corpi e disporre gli esami necroscopici e tossicologici necessari ad accertare le cause dei decessi; di effettuare sopralluoghi urgenti nelle aree interessate, ricercando eventuali esche, bocconi o sostanze sospette; di mettere in sicurezza e bonificare immediatamente le zone nelle quali dovesse essere rilevata la presenza di materiale pericoloso; di collocare adeguate segnalazioni di pericolo e informare tempestivamente la cittadinanza, qualora emergesse un rischio concreto; di verificare l’esistenza di ulteriori episodi analoghi e procedere alla loro mappatura; di acquisire eventuali registrazioni di videosorveglianza e raccogliere le testimonianze dei residenti; di individuare gli eventuali responsabili e trasmettere gli atti all’Autorità giudiziaria; di adottare misure di controllo e prevenzione affinché episodi simili non possano ripetersi; di comunicarci gli esiti degli accertamenti e gli interventi intrapresi. Confidando in un intervento tempestivo, restiamo in attesa di un riscontro. Cordiali saluti Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 4, 2026
ATTIVA

Richiesta sospensione dello sgombero e tutela dei cani del rifugio La Fenice

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito al procedimento di sgombero riguardante il rifugio La Fenice ADLA ODV di Ponticelli, notificato l’11 agosto 2026, che coinvolge oltre trenta cani ospitati e accuditi da molti anni dall’associazione. Abbiamo appreso con favore che il Comune di Napoli ha avviato un tavolo tecnico e sta valutando una variante urbanistica finalizzata alla regolarizzazione della struttura. Accogliamo inoltre positivamente l’impegno pubblico dell’Amministrazione affinché qualunque soluzione non comporti conseguenze negative per gli animali. https://www.facebook.com/photo/?fbid=1642252204128764 Tuttavia, considerata la gravità e l’urgenza della situazione, riteniamo indispensabile che tali rassicurazioni siano accompagnate da provvedimenti formali e da tempi certi. Chiediamo pertanto: la sospensione formale di ogni attività di sgombero fino alla conclusione del percorso tecnico e amministrativo; la convocazione immediata dei rappresentanti del rifugio e la loro partecipazione a tutte le decisioni riguardanti la struttura e gli animali; la prosecuzione concreta dell’iter per la variante urbanistica e la regolarizzazione dell’area; la garanzia scritta che nessun cane venga trasferito, separato dagli altri o collocato in strutture non concordate con i responsabili del rifugio; la salvaguardia della continuità delle cure, delle relazioni affettive e delle condizioni di benessere degli animali, con particolare attenzione ai soggetti anziani, fragili o con esigenze specifiche; la comunicazione pubblica degli esiti degli incontri, delle decisioni adottate e delle relative tempistiche. Confidiamo che il Comune mantenga gli impegni pubblicamente assunti e individui una soluzione rispettosa della legalità, ma anche della vita e del benessere degli animali coinvolti. Restiamo in attesa di un riscontro e di aggiornamenti sulle misure adottate. Cordiali saluti, Collettivo Voce Animale

Voce Animale Settembre 2, 2026
ATTIVA

Richiesta di accertamenti e misure urgenti dopo la morte di sei gattini a Ramacca

Alle Istituzioni competenti, scrivo in merito alla morte di sei gattini appartenenti a una colonia felina di viale Libertà, a Ramacca, trovati a terra in preda a spasmi e deceduti nonostante i tentativi di soccorso. Secondo quanto riferito dall’Associazione Protezione Animali Ramacca ODV e riportato dalla stampa, i corpi sarebbero stati affidati all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia per accertare l’eventuale presenza di sostanze tossiche. Il sindaco Rosario Gravina avrebbe inoltre presentato denuncia ai Carabinieri, annunciando la costituzione di parte civile del Comune qualora venisse individuato un responsabile. https://catania.lasicilia.it/news/cronaca/3069606/ramacca-strage-di-gatti-e-crudelta-ripetute-contro-i-piccoli-felini-il-sindaco-denuncia-ai-carabinieri-dopo-gli-avvelenamenti.html La vicenda desta particolare preoccupazione perché non sembrerebbe isolata. Nelle settimane precedenti sarebbero stati segnalati altri casi di possibile avvelenamento ai danni di cani, l’investimento apparentemente volontario di un gattino in via Wagner e il ritrovamento di due gattini morti appesi a una rete perimetrale. Fermo restando che l’ipotesi di avvelenamento dovrà essere confermata dagli esami e che ogni eventuale responsabilità personale dovrà essere accertata esclusivamente dagli organi investigativi, chiediamo: di conoscere l’esito degli esami tossicologici e necroscopici effettuati sui sei gattini, non appena disponibile e nei limiti consentiti dalle indagini; di verificare la possibile presenza di bocconi, esche o sostanze tossiche in viale Libertà e nelle altre zone interessate dalle segnalazioni; di mettere immediatamente in sicurezza le aree coinvolte e, qualora venga accertata la presenza di sostanze pericolose, disporne la bonifica e la corretta segnalazione alla cittadinanza; di applicare integralmente le procedure previste dalla normativa vigente in materia di sospetti avvelenamenti di animali ed esche o bocconi avvelenati; di verificare se gli episodi segnalati nelle ultime settimane possano essere collegati tra loro; di raccogliere le testimonianze dei residenti e acquisire eventuali immagini provenienti da sistemi pubblici o privati di videosorveglianza; di intensificare i controlli nelle zone frequentate dalle colonie feline e dagli altri animali; di valutare misure concrete per la protezione, il censimento e il monitoraggio della colonia felina di viale Libertà; di fornire, nel rispetto del segreto investigativo, un aggiornamento sulle attività intraprese e sulle misure previste per impedire il ripetersi di episodi analoghi. Confidando in un intervento coordinato e tempestivo, restiamo in attesa di un cortese riscontro. Cordiali saluti, Collettivo Voce Animale

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